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Se cerco una parola per descrivere
questa esperienza l’unica possibile è EMOZIONANTE! Tutto è cominciato
con la paura del primo volo per poi proseguire con il divertimento della
vita in comune tra colleghi, ma la cosa più sorprendente sono stati i
nostri ragazzi. Della loro preparazione professionale non avevo dubbi,
l’hanno dimostrata con il progetto che hanno portato avanti fino alla
fine, ricevendo i complimenti sinceri dei professori svedesi.
Ma
quello che ho visto e che mi ha emozionato è stata la capacità di questi
ragazzi di volersi bene in poco tempo, di lavorare, di giocare, di
consolarsi, di aiutarsi nei momenti di difficoltà, di conoscersi nelle
loro culture diverse, tutto questa con la difficoltà della lingua
straniera. Credo che questa sia la cosa che veramente gli rimarrà nel
cuore per molto molto tempo!!!!!
Patrizia Diciolla
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Esperienza
indimenticabile per ogni istante passato con i ragazzi e con i colleghi
con i quali siamo vissuti in un contesto nuovo per tutti e tutto da
scoprire. Momenti in cui la didattica viene affiancata dall'esperienza
di vita che facilita comprensione, apprendimento e crescita interiore
Annamaria
D'Ottavio
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Considero il
progetto “Comenius” un’esperienza straordinaria, che tutte le scuole
dovrebbero ogni anno mettere in cantiere.
Credo sia
stato utile, divertente e formativo, per alunni e docenti nella stessa
misura, ritrovarsi per alcuni giorni in un mondo così diverso dal
nostro: la lingua, il clima, i paesaggi, l’architettura, la cucina, le
abitudini di vita, l’organizzazione sociale e in particolar modo quella
scolastica, erano così inusuali che sicuramente tutti noi abbiamo potuto
allargare i nostri orizzonti. Anche alcune difficoltà dei nostri ragazzi
nella convivenza coi loro amici, sono state un’occasione di crescita.
Ovviamente dal
punto di vista dell’esercizio della lingua inglese quelle due settimane
valgono più di molti anni di studio scolastico.
E poi come
dimenticare i momenti di divertimento: le camminate, le partite a
pallone, le mangiate e le risate.
Comunque, per
chiunque viaggi, in particolar modo se si ha l’opportunità di entrare in
stretto contatto con il paese che si visita, il segno più forte lo
lascia il contatto con la diversità in tutte le sue forme: solo
conoscendo la diversità si impara ad accettarla, ad apprezzarla e quindi
a rispettarla. Infine, soprattutto per i ragazzi nell’età dello sviluppo
della personalità, vedere un mondo diverso aiuta a capire che, se esiste
altrove, allora è possibile concepirne un altro (magari migliore!!!), e
quindi anche a casa propria può valere la pena di essere un cittadino
più partecipe della vita pubblica e meno rassegnato.
Auguro a tutti
i ragazzi italiani e svedesi che hanno partecipato al progetto di
portare nel cuore un ricordo intenso di questa esperienza e di farne
buon uso nella vita.
Guido
Barbato

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Ogni volta che si parla di una esperienza vissuta
se ne danno impressioni che nascono da una confluenza di valutazioni
razionali e di emozioni affettivo-sentimentali. Da un punto di vista
razionale penso che la realizzazione dello scambio sia stata
estremamente formativa per tutti,
coinvolgente soprattutto a livello emotivo in Svezia e a livello
organizzativo in Italia. Esso ha rappresentato per i giovani un sicuro
momento di crescita, oltre che per gli evidenti risultati
didattici,soprattutto per lo sforzo di relazionarsi con una realtà nuova
in cui, in molti momenti, dovevano e volevano far forza solo su loro
stessi.
Da un punto di vista emotivo-sentimentale l’esperienza è stata per me,e
spero per tutti,indimenticabile come indimenticabile è ogni esperienza
vissuta con
trasporto.
Marina Paci
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