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CENNI STORICI SU POMEZIA

L’agro romano è stato abitato fin dalle epoche più antiche.  Secondo la leggenda, Lavinium fu fondata da Enea che approda sul litorale dopo la caduta di Troia. Si narra che Enea insieme al vecchio padre Anchise, al figlioletto Ascanio e a un manipolo di troiani sbarcò alla foce dell’odierno fosso di Pratica di Mare. Il re del posto, Latino, sotto l’influsso di profezie, promise sua figlia Lavinia all’eroe troiano. Questa decisione adirò Turno, re dei Rutuli (abitanti della vicina Ardea), promesso sposo della principessa, che con molte tribù locali mosse guerra ai Troiani. Dopo varie vicende belliche, Enea uccise Turno e sconfisse gli avversari, sposò Lavinia e in suo onore, sulla collina da dove aveva toccato la terraferma, fondò Lavinium. Dall’unione tra il popolo troiano e quello latino sarebbe nata la stirpe romana. Nel VI e V secolo a.C. è accertata l’appartenenza delle due città alla Lega Latina. Lavinium, abitata dal popolo dei Laurentes, era centro religioso di notevole importanza, in quanto nel suo territorio risultava ubicato uno dei santuari federali della Lega comune a tutti i Latini. Con la guerra latina, 340-338 a.C, si realizzò il definitivo predominio di Roma in tutto il Lazio. In età repubblicana e nel periodo imperiale, le città di Lavinium e di Ardea assunsero caratteristiche di centri periferici alla capitale, in particolare Lavinium, che era sede di ricchi romani. Dopo varie lotte belliche il territorio lavinate e ardeatino fu abbandonato dai piccoli proprietari agricoli, incapaci di sostenere sul mercato romano la concorrenza dei prodotti che affluivano dalle numerose province conquistate.

Si formò il latifondo e, di conseguenza, un impoverimento dei terreni coltivati; ebbe inizio la nascita di zone paludose e malsane destinate a rimanere tali per lungo tempo. Dopo la caduta dell’impero Romano d’Occidente, i territori romani degradarono in uno stato di completo abbandono, ci fu un crollo demografico incredibile a causa di fame, carestia, peste e malaria. Ad Acropoli di Lavinium vennero erette poche capanne abitate per lo più da pecorai. Intanto il villaggio cambiò nome: l’antica Lavinium diventò Civitas Pratica, quindi Castrum Pratica e infine assunse il nome di Pratica. Nell’anno 745 a.C. l’intero agro venne donato all’imperatore bizantino Costantino V.  Il territorio di Pratica faceva parte di una grande riserva di caccia e nel 1526 divenne proprietà di alcuni esponenti della nobiltà romana. Nel 1567 la “torre del Vaianico”, “la torre di San Lorenzo” ed altre torri costituirono una parte del sistema di avvistamento e di difesa lungo il litorale contro i pirati saraceni. La popolazione dovette subire anche le azioni dei briganti ardeatini che erano diventati i padroni del territorio. Papa Gregorio XIII riuscì a sterminarli e la notte di Natale del 1585 a Castel S. Angelo fu esposta la testa del capo dei briganti, Giovanni Valente. Il brigantaggio fu la diretta conseguenza delle inumane condizioni in cui era costretta a vivere la popolazione. La situazione non cambiò negli anni seguenti. Alla fine del 1800 Pratica era ancora un borgo semideserto, aggredito dalla malaria. Dopo un lungo cammino, iniziato con lo splendore di una leggenda antica e millenaria, il territorio del futuro comune di Pomezia appare agli inizi del nostro secolo come uno dei luoghi più malsani e abbandonati d’Italia. Nel primo quindicennio del 1900, con il governo Giolitti, si ebbe in generale una grande espansione economica, che avvicinò le regioni settentrionali ai livelli tecnici e produttivi delle maggiori potenze. L’agro romano e l’agro pontino, però, rimasero nelle secolari condizioni di abbandono e di miseria. Nella vigilia del Natale del 1928 venne promulgata la “legge della bonifica integrale”. Mussolini ritenne così importante questa iniziativa da creare uno specialista alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio. Sotto il suo controllo la bonifica iniziò  nel 1928 e fu portata a termine nel 1940. In principio il primo nome da assegnare a questa città doveva essere Ausonia, ma, successivamente, oltre all’omaggio a Suessa Pometia, il nome voleva significare ricchezza e abbondanza delle terre, quindi fu assegnato il nome “Pomezia”, città dei pomi. Il nome augurale prometteva opulenza e raccolti, quindi il 25 aprile del 1938 fu fondata Pomezia. Inizialmente fu prevista una popolazione di 12.000 abitanti, 3000 dei quali   residenti nel centro urbano. Il nuovo Comune assorbì parte del Comune di Roma e inglobò anche Ardea. I confini vennero posti con i comuni di Roma, Albano, Ariccia, Aprilia, Anzio e con il mar Tirreno. Il 29 ottobre 1939 Benito Mussolini entra nella nuova città. I poderi del quinto nuovo comune, Pomezia, erano stati assegnati agli italiani provenienti dall’estero che le tensioni nazionali dell’imminente conflitto costringevano al rimpatrio. Un’alluvione, che colpì la provincia di Forlì, creando numerosi senza tetto fece cambiare in parte il programma iniziale e si decise di assegnare i poderi alle famiglie delle zone colpite. Vi fu quindi il gruppo delle famiglie romagnole e subito dopo altre provenienti dall’estero. I coloni di Pomezia furono gli ultimi arrivi in tutta l’area di bonifica. L’insediamento dei coloni dell’agro “redento” era avvenuto, fin da allora, non senza problemi e polemiche. Molti di loro non sopportarono la dura vita del pioniere, altri si trovarono in difficoltà per la cultura e i modi di vivere diversi. Ma la vicinanza a Roma e le continue visite del Duce obbligavano un maggior controllo. I rapporti con gli altri ardeatini non erano così facili, si svilupparono spesso tensioni fra appartenenti a gruppi etnici diversi. Il principale impegno per tutti, fin dall’inizio, fu quello di sfruttare a pieno il proprio podere, ma il 26 ottobre 1941 i poderi a mezzadria passarono a riscatto, così molte famiglie, con duri sacrifici, riuscirono a riscattarli. Oggi Pomezia è diventata un polo industriale, dagli anni ’60 in poi è sede di molte industrie: la Tacconi Laterizi a Campo Selva, la Sigma-Tau di Emilio Cavazza, sull’Ardeatina inizia l’attività della Procter & Gamble Italia S.p.A., apre in via del Mare la Wellcome Italia S.p.A.   Attorno agli anni ’70 viene avviata l’attività del salumificio Fiorucci Cesare S.p.A. in via Zoologica, inizia a funzionare l’Istituto Professionale “Locatelli” succursale di Roma, viene inaugurata la casa di cura “Clinica S. Anna” in via del Mare e qualche anno dopo apre l’ITIS “Copernico”. Circa negli anni ’80 nasce Telepontina che viene trasmessa nell’area di Pomezia. Nel 1990 viene inaugurata l’IRBM (Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare).

E la storia continua…